Presenze italiane in Norvegia
Repertorio dedicato agli italiani che hanno vissuto o operato in Norvegia
A cura di
Sergio Scapin
Repertorio biografico online
Un repertorio in continuo aggiornamento dedicato a figure italiane che, in diversi
periodi e ambiti, hanno lasciato tracce significative nella vita culturale, artistica,
professionale e sociale norvegese.
Perché è importante: attraverso i singoli percorsi biografici, il repertorio ricompone una trama più ampia di relazioni, scambi
e presenze che hanno legato nel tempo l’Italia e la Norvegia. Non raccoglie soltanto dati e nomi dispersi, ma restituisce spessore storico a esperienze
individuali che, lette nel loro insieme, contribuiscono a costruire una memoria condivisa. Fondato su fonti documentarie e su un attento lavoro di ricostruzione,
il progetto unisce ricerca e divulgazione e offre uno strumento accessibile anche a un pubblico non specialistico.
Repertorio
Biografie
Italiani in Norvegia
Memoria storica
Luoghi
Parole chiave
Pubblicazione online
La diplomazia culturale italiana in Norvegia dal secondo dopoguerra a oggi
L’Istituto Italiano di Cultura e la Dante Alighieri: due volti di una
stessa missione
A cura di
Sergio Scapin
Storia culturale
Ricostruzione della presenza culturale italiana in Norvegia attraverso l’analisi dei
profili dei direttori dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo e dei loro rapporti
con il Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri.
Perché è importante: questa pubblicazione online mostra come
la diplomazia culturale sia stata uno strumento concreto di relazione fra Italia e
Norvegia, mettendo in evidenza anche il rapporto storico di collaborazione tra
l’Istituto Italiano di Cultura e il Comitato di Oslo della Società Dante
Alighieri.
Diplomazia culturale
Istituto Italiano di Cultura di Oslo
Oslo
Comitato Dante Alighieri di Oslo
Direttori IIC Oslo
Relazioni Italia-Norvegia
La pubblicazione del Centenario
Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri — Un secolo di storia
1923–2023
A cura di
Marianne Zimmer
e
Sergio Scapin
Volume storico
Il volume del Centenario ripercorre cento anni di attività del Comitato di Oslo,
ricostruendone tappe, protagonisti, documenti, immagini e continuità
istituzionale.
Perché è importante: offre una visione d’insieme della
storia del Comitato, utile sia come strumento di memoria sia come base documentaria per
future ricerche sulla presenza culturale italiana in Norvegia.
Centenario
1923–2023
Storia del Comitato
Marianne Zimmer
Sergio Scapin
Documenti
Pubblicazione storica
Italia e Norvegia — Scambi culturali
di
Giulio Reichenbach,
Nuova Antologia, 16 marzo 1934
Saggio storico
Un saggio di grande interesse storico-documentario dedicato ai rapporti culturali fra
Italia e Norvegia negli anni Trenta, scritto da Giulio Reichenbach durante il suo periodo
di insegnamento a Oslo.
Perché è importante: Reichenbach attribuisce un rilievo
centrale al Comitato della Dante Alighieri di Oslo, presentandolo come una benemerita
istituzione per la diffusione della lingua e della letteratura italiane in Norvegia. Nel
saggio ne ricorda la fondazione a Oslo il 6 dicembre 1923, l’azione del presidente
Trygve Tranaas, l’impegno dei soci norvegesi, l’attività di conferenze e
biblioteca e l’apertura della scuola di lingua nel 1926. La pubblicazione
costituisce quindi una testimonianza preziosa, coeva, sull’importanza culturale del
Comitato di Oslo nel quadro degli scambi italo-norvegesi.
Giulio Reichenbach
Italia e Norvegia
Scambi culturali
Dante Alighieri di Oslo
Trygve Tranaas
1934
Questa pubblicazione costituisce una testimonianza di particolare rilievo per ricostruire un momento di svolta nella storia dei rapporti culturali
tra Italia e Norvegia: il passaggio dall’esperienza dell’associazione
“Gli amici dell’Italia” alla più solida cornice del Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri.
Perché è importante: In questa rivista viene documentata la continuità tra due fasi di uno stesso percorso. Da un lato, essa richiama la rete di amicizia e di scambio culturale formatasi a Oslo intorno all’associazione Amici dell’Italia, costituita nel marzo 1949 dopo lo scioglimento del Consiglio direttivo del Comitato di Oslo della Dante, avvenuto nel luglio 1942 a causa di tensioni interne di natura politica e delle difficili circostanze legate al conflitto bellico. Dall’altro lato, la pubblicazione consente di seguire la successiva istituzionalizzazione di quell’esperienza nel Comitato della Dante di Oslo, ricostituito nell’agosto 1956 e destinato a garantire maggiore stabilità e continuità alla promozione della lingua e della cultura italiane in Norvegia.
La pubblicazione contiene due testimonianze particolarmente significative. La prima è l’articolo del professor Hans Peter L’Orange, primo presidente dell’associazione Amici dell’Italia, che offre una riflessione sul ruolo svolto dall’associazione, sul suo spirito italo-norvegese e sul passaggio verso una struttura più solida e duratura: il Comitato della Dante di Oslo. La seconda testimonianza è firmata da Anne S. Kjelland, presidente del Comitato della Dante di Oslo dal 1958 al 1962, e illustra l’attività dei Comitati Dante di Oslo, Bergen e Stavanger, nonché i progetti di costituzione di nuovi Comitati a Trondheim e Halden.
Nel suo insieme, il fascicolo permette quindi di leggere la rinascita della Dante in Norvegia non come un episodio isolato, ma come l’esito di un processo più ampio, fondato su relazioni personali, iniziative culturali e forme di cooperazione italo-norvegese maturate nel corso del secondo dopoguerra.
Il Veltro
Hans Peter L’Orange
Amici dell’Italia
Comitato Dante di Oslo
Dante Alighieri
Italia-Norvegia
Saggi storici in evidenza
Italia e Norvegia nel periodo fascista: diplomazia, cultura e politica estera
Due saggi di
Monica Miscali
dedicati ai rapporti diplomatici, culturali e politici tra Italia e Norvegia
durante il fascismo e la Seconda guerra mondiale.
Saggi storici
Questi due contributi di Monica Miscali approfondiscono un capitolo fondamentale
delle relazioni italo-norvegesi nel Novecento: il ruolo della diplomazia culturale,
dell’emigrazione, degli scambi commerciali e della politica estera italiana
nel periodo fascista. Letti insieme, i saggi permettono di comprendere come il
regime cercò di costruire e promuovere la propria immagine in Norvegia,
servendosi della cultura, della lingua, delle istituzioni e delle reti diplomatiche.
1. I rapporti diplomatici tra Italia e Norvegia nel periodo fascista:
il saggio, pubblicato sulla Nuova Rivista Storica, Anno CV,
gennaio–aprile 2021, Fascicolo I, ha come sottotitolo
Emigrazione, diplomazia culturale e scambi commerciali.
Il contributo analizza il caso norvegese mettendo in evidenza il modo in cui la
politica culturale fascista cercò di rafforzare il prestigio dell’Italia
all’estero. In un contesto di limitata presenza italiana, il regime puntò
sulla lingua, sulla cultura e sul coinvolgimento di istituzioni come la
Società Dante Alighieri e l’Università di Oslo. Il Comitato
della Dante di Oslo emerge così come parte di una più ampia strategia
di diplomazia culturale.
2. Fascist Cultural Diplomacy and Italian Foreign Policy in Norway from the
1930s until the Second World War: questo saggio, pubblicato su
The International History Review, amplia ulteriormente la prospettiva sulle
relazioni diplomatiche tra Italia e Norvegia dagli anni Trenta fino alla Seconda
guerra mondiale. Miscali ricostruisce le strategie con cui il fascismo cercò
di promuovere la propria immagine all’estero attraverso strumenti culturali,
propaganda, reti diplomatiche e iniziative rivolte alla società norvegese.
Perché sono importanti: i due saggi mostrano come la cultura
non fosse soltanto un mezzo di scambio o di promozione linguistica, ma anche uno
strumento di politica estera. La Norvegia diventa così un osservatorio
significativo per studiare la diplomazia culturale fascista, le relazioni tra piccoli
gruppi di emigrati italiani e istituzioni diplomatiche, e il ruolo delle associazioni
culturali nella costruzione dell’immagine dell’Italia durante gli anni
Trenta e la guerra.
Monica Miscali
Diplomazia culturale
Società Dante Alighieri
Fascismo
Nuova Rivista Storica
The International History Review
Italia-Norvegia
Seconda guerra mondiale
Saggio storico su educazione e propaganda
Olav Storstein, Ivo Caprino e la propaganda fascista
Beatrice Partouche,
Democracy in education seen through the lens of dictatorship, 2024
Saggio
Il saggio ricostruisce un episodio avvenuto nel 1935 allo Stabekk Gymnasium, in Norvegia, dove il giovane Ivo Caprino, futuro protagonista del cinema d’animazione norvegese, intervenne durante una lezione di geografia sull’Italia tenuta dal docente progressista Olav Storstein.
Storstein trasformò l’intervento dello studente in un esercizio di ricerca, discussione e confronto critico. La stampa fascista italiana, invece, reinterpretò l’episodio come un gesto eroico di patriottismo: il giovane italiano all’estero che difendeva l’onore dell’Italia contro un professore straniero.
Beatrice Partouche mostra così il contrasto tra scuola democratica e propaganda autoritaria, mettendo in luce anche il ruolo del Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri e delle reti culturali italiane attive in Norvegia negli anni Trenta.
Perché è importante: Il saggio permette di osservare come un fatto scolastico locale sia stato trasformato in racconto politico dalla propaganda fascista. La vicenda di Ivo Caprino, Olav Storstein e della Domenica del Corriere diventa un caso esemplare di manipolazione narrativa e simbolica.
La ricerca è particolarmente significativa anche per la storia della Dante Oslo, perché collega l’attività culturale del Comitato locale alla diplomazia culturale italiana e alla circolazione di materiali propagandistici legati all’Italia fascista.
Beatrice Partouche
Olav Storstein
Ivo Caprino
Società Dante Alighieri
Comitato di Oslo
Oslo byarkiv
Domenica del Corriere
Propaganda fascista
Educazione democratica
Italia-Norvegia
Tesi di dottorato su scuola, storia e nazionalismo
La revisione internazionale dei testi scolastici di storia tra le due guerre
Beatrice Partouche,
I casi italiano e norvegese, tesi di dottorato, 2021
Tesi
La tesi ricostruisce il dibattito internazionale sulla revisione dei manuali scolastici di storia tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, con particolare attenzione ai casi italiano e norvegese.
Dopo il trauma del primo conflitto mondiale, molti intellettuali, pedagogisti e organismi internazionali si interrogarono sul ruolo della scuola nella formazione delle coscienze nazionali. I libri di storia furono considerati uno strumento decisivo: potevano alimentare nazionalismo, diffidenza e ostilità tra i popoli, oppure favorire una cultura della pace, della cooperazione e della comprensione reciproca.
Beatrice Partouche analizza questo processo mettendo a confronto due esperienze molto diverse: da un lato l’Italia, segnata dalla Riforma Gentile, dal controllo statale dei manuali e dalla progressiva fascistizzazione dell’educazione; dall’altro la Norvegia, inserita nel contesto scandinavo delle associazioni Norden e spesso indicata come esempio virtuoso di revisione dei testi scolastici.
Perché è importante: La ricerca mostra come la didattica della storia sia stata, nel periodo tra le due guerre, un terreno politico e culturale decisivo. Attraverso manuali, programmi scolastici, commissioni di revisione e congressi internazionali, la scuola divenne uno spazio in cui si confrontavano nazionalismo, pacifismo, propaganda e cooperazione intellettuale.
Il lavoro è particolarmente interessante anche per chi studia i rapporti culturali tra Italia e Norvegia, perché permette di osservare due modelli educativi opposti e di collocarli nel più ampio quadro europeo della revisione dei testi scolastici, della Società delle Nazioni e delle iniziative internazionali per la pace attraverso l’istruzione.
Beatrice Partouche
Testi scolastici
Didattica della storia
Italia
Norvegia
Riforma Gentile
Foreningen Norden
Società delle Nazioni
Nazionalismo
Educazione alla pace
Volume storico in evidenza
L’Asse spezzato — Fascismo, nazismo e diplomazia culturale nei paesi
nordici (1922–1945)
di
Fabio Ferrarini, Bruno Mondadori, 2021
Volume
Un volume di grande interesse per comprendere il ruolo della diplomazia culturale italiana
e tedesca nei paesi nordici tra le due guerre e durante il secondo conflitto mondiale, con
particolare attenzione alle tensioni ideologiche tra fascismo, nazismo e miti della
nordicità.
Perché è importante: il libro offre una chiave di lettura
preziosa per collocare anche il caso norvegese entro una più ampia rete di
relazioni culturali e politiche fra Italia, Germania e Nord Europa. Di particolare rilievo
è il capitolo dedicato all’epurazione norvegese, che aiuta a
leggere la penetrazione della propaganda culturale fascista in Norvegia, i tentativi di
rafforzare la presenza della Società Dante Alighieri sul territorio e la successiva
ridefinizione di quel quadro nel contesto della guerra e del collaborazionismo.
Fabio Ferrarini
L’Asse spezzato
Diplomazia culturale
Paesi nordici
Epurazione norvegese
Italia-Norvegia
Relazioni diplomatiche italo-norvegesi durante la Seconda guerra mondiale
La Gerenza degli affari consolari d’Italia nella Norvegia occupata
(1940–1943)
di
Giuseppe Moscato,
La Gerenza degli affari consolari d’Italia nella Norvegia occupata
(1940–1943). La missione del Primo Segretario Niccolò Moscato
dichiarato “persona non grata” dalle autorità germaniche
d’occupazione
,
Tipografia Bellini, Roma, 2018
Storia diplomatica
Il volume ricostruisce la storia della Gerenza degli affari consolari
d’Italia in Norvegia durante l’occupazione tedesca, tra il 1940 e il
1943. Al centro del racconto vi sono la missione del Primo Segretario
Niccolò Moscato, le relazioni diplomatiche e consolari italo-norvegesi in
tempo di guerra e le vicende degli italiani presenti in Norvegia in uno dei
momenti più complessi della storia europea del Novecento.
Perché è importante: questo libro è un
documento storico cruciale per comprendere i rapporti tra Italia e Norvegia
durante la Seconda guerra mondiale. La sua importanza è confermata anche
dall’uso del volume come fonte per la raccolta di foto storiche
dell’Ambasciata d’Italia a Oslo:
una fotografia tratta dal libro mostra Niccolò Moscato, gerente degli
Affari Consolari d’Italia in Norvegia, alla cerimonia di inaugurazione
della Casa d’Italia il 18 ottobre 1942 a Oslo
.
Dove consultarlo: il libro è disponibile per la
consultazione presso il fondo archivistico del Comitato di Oslo della
Società Dante Alighieri, conservato a Oslo Byarkiv, l’Archivio
municipale di Oslo. Il fondo della Dante di Oslo documenta oltre un secolo di
promozione della lingua e della cultura italiana in Norvegia e costituisce una
risorsa preziosa per lo studio delle relazioni culturali italo-norvegesi.
Giuseppe Moscato
La Gerenza degli affari consolari d’Italia
Niccolò Moscato
Norvegia occupata
Casa d’Italia
Seconda guerra mondiale
Relazioni diplomatiche
Destinazione Norvegia
Dante Oslo
Oslo Byarkiv
Nuova voce dell’archivio storico online della Dante Oslo
Francesco Negri e Gerd Enderud
Capo Nord, memoria storica e relazioni culturali fra Italia e Norvegia
Archivio storico
Una sezione dedicata a un episodio di forte valore simbolico nella storia delle relazioni culturali fra Italia e Norvegia: il viaggio di Francesco Negri a Capo Nord
e la memoria che ne è stata rinnovata, nel Novecento, dalla testimonianza di Gerd Enderud, presidente del Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri.
La figura di Negri vi emerge come quella di uno dei più significativi testimoni italiani del Nord scandinavo, mentre la commemorazione del 6 agosto 1979 a Capo Nord ne conferma
la persistente attualità nel dialogo culturale fra i due paesi.
Perché è importante: collega la dimensione del viaggio, della testimonianza e della memoria culturale a una prospettiva più ampia sulle relazioni fra Italia e Norvegia, inserendosi pienamente nel percorso dell’archivio storico online. Il fascicolo documenta infatti sia l’importanza di Francesco Negri come autore di una precoce testimonianza italiana sulle regioni più settentrionali della Scandinavia, sia il valore della commemorazione promossa da Gerd Enderud, che consegnò al Comune di Nordkapp una targa dedicata al viaggiatore ravennate. Ne emerge così
un significativo esempio di memoria storica condivisa fra contesto italiano e norvegese.
Francesco Negri
Gerd Enderud
Capo Nord
Archivio storico
Memoria culturale
Italia e Norvegia
Studi sull’immigrazione italiana in Norvegia
“I lavoratori italiani non sono degos”. L’immigrazione italiana in
Norvegia negli anni Cinquanta
di
Monica Miscali,
in Mondi Migranti, 2018, n. 3
Saggio
Uno studio dedicato all’immigrazione italiana in Norvegia nel secondo dopoguerra,
con particolare attenzione alle dinamiche sociali, linguistiche e culturali che segnarono
l’inserimento dei lavoratori italiani negli anni Cinquanta.
Perché è importante: il contributo di Monica Miscali aiuta a
comprendere una fase decisiva della presenza italiana in Norvegia, mettendo in luce
stereotipi, difficoltà di integrazione e trasformazioni identitarie. Il saggio
rappresenta un riferimento essenziale per lo studio storico dell’immigrazione italiana
nel contesto norvegese.
Monica Miscali
Emigrazione italiana
Anni Cinquanta
Lavoratori italiani
Mondi Migranti
Studi sull’immigrazione italiana in Norvegia
Donne in movimento: percorsi migratori delle italiane in Norvegia dall’Ottocento
ai nostri giorni
di
Monica Miscali,
Studi Emigrazione, LVII, n. 219, 2020 — Norwegian University of Science
and Technology
Saggio
Una ricerca dedicata alle esperienze migratorie femminili italiane in Norvegia, osservate
in una lunga durata storica che va dall’Ottocento all’età
contemporanea.
Perché è importante: Monica Miscali amplia la prospettiva
sugli studi migratori portando al centro il ruolo delle donne, spesso meno visibile nella
narrazione storica tradizionale. Il saggio contribuisce in modo significativo a restituire
complessità e profondità alla storia dell’immigrazione italiana in
Norvegia.
Monica Miscali
Donne in movimento
Migrazioni femminili
Italiane in Norvegia
Studi Emigrazione
Studi sull’immigrazione italiana in Norvegia
Stereotyper. Diskriminering og slåssing – Italiensk innvandring til Norge
Monica Miscali,
Universitetsforlaget, n. 1, 2019
Articolo
Un contributo in lingua norvegese che affronta il tema degli stereotipi, della
discriminazione e dei conflitti legati all’immigrazione italiana in Norvegia.
Perché è importante: questa pubblicazione mostra la
capacità di Monica Miscali di portare il tema dell’immigrazione italiana anche
nel dibattito accademico e culturale norvegese, favorendo una lettura più
consapevole delle relazioni tra società d’accoglienza e comunità
migranti.
Monica Miscali
Stereotipi
Discriminazione
Italiani in Norvegia
Articolo in norvegese
Universitetsforlaget
Studi sull’immigrazione italiana in Norvegia
Destinazione Norvegia — Storia dell’immigrazione italiana di ieri e di oggi
Monica Miscali,
Destinazione Norvegia. Storia dell’immigrazione italiana di ieri e di oggi,
FrancoAngeli, Milano, 2021
Volume
Un volume dedicato alla storia dell’immigrazione italiana in Norvegia,
dalle sue origini alle forme più recenti della mobilità
contemporanea. Il libro ricostruisce percorsi, esperienze e trasformazioni
della presenza italiana nel paese scandinavo, offrendo uno sguardo storico
e sociale su un fenomeno ancora poco conosciuto.
Perché è importante: questo libro rappresenta
uno dei contributi più rilevanti e organici di Monica Miscali sul tema,
offrendo una sintesi ampia e documentata delle ricerche dedicate alla presenza
italiana in Norvegia. Costituisce un punto di riferimento fondamentale per
chiunque voglia studiare, approfondire o divulgare la storia
dell’immigrazione italiana nel paese scandinavo.
Dove consultarlo: il volume è disponibile presso la
Biblioteca “Luigi Di Ruscio” dell’Istituto Italiano di
Cultura di Oslo. La consultazione o il prestito possono essere richiesti
tramite il
catalogo online della biblioteca.
Monica Miscali
Destinazione Norvegia
Storia dell’immigrazione
Immigrazione italiana
Italiani in Norvegia
Norvegia
FrancoAngeli
Biblioteca Luigi Di Ruscio
Istituto Italiano di Cultura di Oslo
Sulle tracce di Ivo Pannaggi nelle terre dei Sami
En reise i sameland. Viaggio nelle terre dei lapponi. Mátki sámis
di
Roberta Luciani,
En reise i sameland. Viaggio nelle terre dei lapponi. Mátki sámis,
con testi e fotografie di Ivo Pannaggi, fotografie di Jiri Havran,
traduzioni di Birgit Owe Svihus e Berit Anne Bals, Arfo, Oslo, 2004
Viaggi, fotografia e cultura sami
Il volume ricostruisce un doppio viaggio nelle terre dei Sami: quello compiuto
nel 1936 dall’artista e architetto futurista Ivo Pannaggi, autore di una
serie di articoli per la Gazzetta del Popolo, e quello realizzato nel
2002 dal fotografo Jiri Havran insieme a Roberta Luciani sulle tracce dello
stesso itinerario. Il libro accosta testi e immagini storiche di Pannaggi alle
fotografie contemporanee di Havran, documentando luoghi, paesaggi e comunità
in profonda trasformazione.
Perché è importante: questa pubblicazione mette in
dialogo memoria italiana, cultura sami e storia norvegese attraverso lo sguardo
di Ivo Pannaggi, figura centrale dell’avanguardia futurista e architetto
attivo in Norvegia dal 1939 al 1971. Roberta Luciani, architetta nata a Macerata
e specialista nella conservazione del patrimonio culturale, ha coordinato nel
2003 il progetto En reise i Sameland, finanziato dal Consiglio Nordico
dei Ministri. Il volume diventa così non solo una testimonianza di viaggio,
ma anche un ponte culturale tra Italia, Norvegia e Sápmi.
Dove consultarlo: il libro è disponibile presso la
Biblioteca “Luigi Di Ruscio” dell’Istituto Italiano di Cultura
di Oslo. La consultazione o il prestito possono essere richiesti tramite il
catalogo online della biblioteca.
Roberta Luciani
En reise i sameland
Viaggio nelle terre dei lapponi
Mátki sámis
Ivo Pannaggi
Jiri Havran
Sápmi
Cultura sami
Gazzetta del Popolo
Arfo
Istituto Italiano di Cultura di Oslo
Biblioteca Luigi Di Ruscio
Volume biografico su Fridtjof Nansen
L’uomo delle frontiere — Sulle tracce di Fridtjof Nansen
Camilla Peruch,
Kellermann Editore, collana Umano troppo umano, 2026
Volume
Un volume dedicato a Fridtjof Nansen, esploratore norvegese, scienziato, uomo politico e premio Nobel per la pace nel 1922. Attraverso un percorso che prende avvio dalle tracce monumentali e memoriali lasciate in Norvegia, Camilla Peruch ricostruisce una figura capace di attraversare non solo frontiere geografiche, ma anche confini politici, culturali e umanitari.
"L’uomo delle frontiere — Sulle tracce di Fridtjof Nansen" nasce da un incontro con la memoria pubblica: statue, monumenti, fotografie, luoghi urbani e segni disseminati nello spazio norvegese che conservano, talvolta in modo evidente e talvolta quasi impercettibile, la presenza di Fridtjof Nansen.
Camilla Peruch costruisce il libro a partire da una riflessione personale sulla forza dei monumenti dedicati ai grandi personaggi della storia. Nel capitolo "Monumenti invisibili", l’autrice racconta come certe statue, pur essendo sotto gli occhi di tutti, possano diventare parte del paesaggio quotidiano e dunque scomparire alla vista. Eppure, quando lo sguardo si ferma, quei monumenti tornano a parlare: non sono più soltanto bronzo, pietra o immagine, ma soglie attraverso cui entrare in una biografia, in un’epoca, in una domanda più ampia sul senso della memoria.
Da questa intuizione prende forma il percorso del volume. Nansen non viene raccontato soltanto attraverso i fatti della sua vita, ma attraverso le tracce che la sua figura ha lasciato nello spazio pubblico e nell’immaginario collettivo: statue che lo raffigurano, immagini che ne fissano il volto, monumenti che ne custodiscono il mito, luoghi che ne evocano l’eredità.
Perché è importante: Il libro è importante perché restituisce Nansen a una dimensione più ampia di quella eroica e celebrativa. Le statue, i monumenti e le fotografie non sono il punto di arrivo del racconto, ma il punto di partenza: permettono all’autrice di interrogarsi su che cosa resta di una vita nella memoria collettiva, su come una comunità sceglie di ricordare i propri protagonisti e su quanto quei segni possano ancora parlare al presente.
Attraverso la figura di Nansen, Camilla Peruch mette in luce una delle personalità più significative della storia norvegese e della coscienza umanitaria europea. Il suo contributo alla tutela dei rifugiati e degli apolidi trova espressione nel cosiddetto “passaporto Nansen”, strumento fondamentale per restituire identità, mobilità e dignità a chi, dopo la guerra, era rimasto privo di cittadinanza e protezione.
La pubblicazione intreccia biografia, viaggio, memoria storica e riflessione sui valori della solidarietà internazionale, contribuendo a valorizzare una figura centrale della storia norvegese e della coscienza umanitaria europea.
Camilla Peruch
Fridtjof Nansen
L’uomo delle frontiere
Norvegia
Premio Nobel per la pace
Rifugiati e apolidi
Passaporto Nansen
Diritti umani
Memorie, antropologia e migrazione tra Norvegia e Italia
Italienske mosaikker: un viaggio nel tempo come antropologa ed emigrante
di
Mia Finrud Di Tota,
Italienske mosaikker. Going native – en reise i tid som antropolog og emigrant,
Svein Sandnes bokforlag, 2021
Libro
Un libro di memorie, riflessione antropologica e autobiografia culturale in cui Mia Finrud Di Tota ripercorre il proprio rapporto con l’Italia, dall’arrivo a Roma negli anni Sessanta fino alla scelta di stabilirsi in Calabria insieme al marito Luciano, conosciuto durante gli studi. L’incontro con Luciano — avvenuto su un treno di ritorno da Roma nel 1965 — segnò l’inizio di un legame profondo con l’Italia che avrebbe accompagnato tutta la sua vita.
Formatasi inizialmente tra interessi artistici e umanistici — danza, teatro e ceramica — Mia si laureò poi in italiano e archeologia classica, orientando successivamente il proprio percorso verso l’antropologia sociale. Nel 1973 conseguì il titolo di cand.polit. presso l’Università di Oslo e lavorò come assistente scientifica e ricercatrice presso il Museo Etnografico di Oslo. I suoi principali campi di ricerca riguardarono le migrazioni tra Italia ed Europa e tra Italia e Sud America, temi ai quali dedicò articoli, documentari, conferenze e studi sul campo. Nel 2006 le fu conferita l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana, riconoscimento del suo contributo alla valorizzazione della cultura italiana e dei rapporti culturali tra Italia e Norvegia.
Trasferitasi in Calabria, dove Luciano esercitava la professione di chirurgo, Mia trovò nel Sud Italia il proprio “laboratorio antropologico vivente”: piccoli paesi ancora attraversati da antiche strutture comunitarie, rituali religiosi, miti popolari, feste patronali e forme di vita tradizionali che osservò non da semplice studiosa esterna, ma da persona ormai immersa nella realtà locale. È proprio questa duplice posizione — antropologa e al tempo stesso emigrante integrata — a costituire il cuore di Italienske mosaikker.
Il libro intreccia memoria personale, osservazione etnografica e riflessione identitaria, mostrando come la vita dell’autrice e quella della famiglia costruita in Italia siano state modellate dall’incontro fra culture diverse. Non a caso l’opera viene presentata anche come una sorta di autobiografia culturale, nella quale esperienza privata e ricerca scientifica si sovrappongono continuamente.
Perché è importante: Italienske mosaikker non è una semplice autobiografia, ma un mosaico di esperienze personali, osservazioni antropologiche e storia migratoria. Il volume offre uno sguardo raro sul Sud Italia visto da una studiosa norvegese che, nel corso della propria vita, è diventata parte integrante del mondo che osservava. Per questo rappresenta un contributo significativo alla comprensione dei legami culturali, familiari e migratori tra Norvegia e Italia.
Mia Finrud Di Tota
Italienske mosaikker
Antropologia
Sud Italia
Emigrazione
Norvegia e Italia
Memorie familiari e immigrazione italiana in Norvegia
Morfar Vincenzo og meg: una storia di eredità, classe e appartenenza
di
Anna-Sabina Soggiu,
Morfar Vincenzo og meg, Avtrykk / Bonnier Norsk Forlag, 2026
Memoir
Un racconto personale in cui Anna-Sabina Soggiu ricostruisce la storia del nonno
Vincenzo, emigrato dalla Sardegna alla Norvegia negli anni Sessanta. Attraverso la
sua vita di lavoratore, cuoco, marito, padre e nonno, l’autrice intreccia
memoria familiare, storia dell’immigrazione italiana, povertà,
orgoglio e appartenenza.
Perché è importante: Morfar Vincenzo og meg
porta alla luce una pagina poco conosciuta della presenza italiana in Norvegia:
quella dei giovani uomini arrivati negli anni Cinquanta e Sessanta in cerca di
lavoro e futuro. Il libro è anche una riflessione intima su ciò che
passa da una generazione all’altra: le radici, la lingua, la dignità
del lavoro, la vergogna sociale e il bisogno di comprendere le storie familiari
prima che vadano perdute.
Anna-Sabina Soggiu
Morfar Vincenzo og meg
Immigrazione italiana
Sardegna
Tøyen
Classe sociale
Norvegia e Italia
Romanzo familiare tra Italia e Norvegia
Alt mitt er ditt: amore, eredità e memoria tra cinque generazioni
di
Maria Sand,
Alt mitt er ditt, Forlaget Oktober, 2026
Romanzo
Un ampio romanzo familiare che si muove tra Italia e Norvegia, attraversando
cento anni e cinque generazioni. La storia parte dalla Toscana del 1925, con la
nascita di Gemma a Vada, e arriva fino alla Roma del 2010, dove il nipote Leone
incontra Mia, giovane soprano norvegese al conservatorio.
Perché è importante: Alt mitt er ditt
intreccia storia italiana, legami familiari e identità norvegese in una
narrazione che parla di amore, eredità, traumi, sogni, delusioni e
sopravvivenza. Il romanzo è significativo anche per il modo in cui Maria Sand,
autrice formata a Roma e residente tra Palermo e Oslo, costruisce un ponte letterario
tra le due culture, restituendo profondità ai rapporti tra Italia e Norvegia.
Maria Sand
Alt mitt er ditt
Romanzo familiare
Italia e Norvegia
Roma
Palermo
Cinque generazioni
Viaggi, donne e incontri con l’Italia
Le donne e Casa Lauro: l’Italia raccontata attraverso luoghi, voci e memoria
di
Cesilie Tanderø,
LE DONNE – kvinnene og byen: Venezia, Roma, Sicilia
e Casa Lauro – et møte med Italia,
Salsa Forlag, 2004–2023
Saggistica / viaggio
Nei libri dedicati all’Italia, Cesilie Tanderø costruisce un percorso
personale e culturale attraverso città, paesaggi e incontri. La serie
LE DONNE – kvinnene og byen comprende Venezia,
Roma e Sicilia: tre libri che uniscono viaggio, storia,
conversazioni con donne italiane, figure femminili del passato, miti, mappe e
osservazioni personali. In Casa Lauro – et møte med Italia,
l’incontro con l’Italia diventa invece il racconto di un anno vissuto
tra Umbria, Siena, Toscana, Roma e Procida, in cui luoghi, persone, colori, odori,
cibo e difficoltà trasformano lentamente un dolore in qualcosa di buono.
Perché è importante: questi libri offrono uno sguardo
norvegese sull’Italia che non si limita alla guida turistica tradizionale.
Tanderø entra nei luoghi attraverso le storie delle donne: diciotto donne e
dodici figure storiche a Venezia, dieci donne contemporanee e venti figure
femminili della storia e del mito a Roma, tredici donne siciliane accanto a dee,
ninfe e protagoniste della memoria culturale dell’isola. Insieme a
Casa Lauro, la serie forma un racconto ampio dell’Italia come
esperienza vissuta: fatta di città, relazioni, memoria, arte, cultura,
vulnerabilità e presenza.
Cesilie Tanderø
LE DONNE – kvinnene og byen
Venezia
Roma
Sicilia
Casa Lauro
Donne italiane
Viaggio in Italia
L’indipendenza norvegese del 1905 vista dall’Italia dell’epoca
Norge 1905. Landets uavhengighet sett fra datidens Italia
di
Giuliano Compagno,
Norge 1905. Landets uavhengighet sett fra datidens Italia,
traduzione norvegese di Kjartan Aarsand, Istituto Italiano di Cultura di Oslo,
2002
Storia italo-norvegese
Il volume ricostruisce la percezione italiana dell’indipendenza della
Norvegia nel 1905, anno della dissoluzione dell’unione con la Svezia e
della piena affermazione della sovranità norvegese. Attraverso lo sguardo
dell’Italia dell’epoca, il libro mette in relazione storia politica,
opinione pubblica, stampa e rappresentazioni culturali, offrendo una prospettiva
originale sui rapporti tra Italia e Norvegia all’inizio del Novecento.
Perché è importante: questa pubblicazione è
una testimonianza significativa della diplomazia culturale italiana in Norvegia.
Giuliano Compagno, saggista, filosofo e drammaturgo italiano, fu direttore
dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo dal 1999 al 2002. Proprio durante
questo incarico pubblicò Norge 1905, un lavoro che analizza
l’indipendenza norvegese alla luce delle fonti e delle percezioni italiane
del tempo, contribuendo a illuminare un capitolo poco noto delle relazioni
culturali e storiche tra i due Paesi.
Dove consultarlo: il libro è disponibile presso la
Biblioteca “Luigi Di Ruscio” dell’Istituto Italiano di Cultura
di Oslo. La consultazione o il prestito possono essere richiesti tramite il
catalogo online della biblioteca.
Giuliano Compagno
Norge 1905
Landets uavhengighet
Indipendenza norvegese
Norvegia 1905
Italia e Norvegia
Stampa italiana
Kjartan Aarsand
Istituto Italiano di Cultura di Oslo
Biblioteca Luigi Di Ruscio
Il Risorgimento italiano visto dagli scrittori norvegesi dell’epoca
Lyset kommer fra sør. Italias frigjøringskamp sett av datidens norske forfattere
a cura di
Giuliano D’Amico
e
Elettra Carbone,
Lyset kommer fra sør. Italias frigjøringskamp sett av datidens norske forfattere,
Gyldendal, 2011
Italia e Norvegia
Il volume raccoglie e presenta testi di autori norvegesi dell’Ottocento
dedicati alla lotta di liberazione italiana. Attraverso lo sguardo di figure
come Bjørnstjerne Bjørnson, Jonas Lie e Frederik Bætzmann,
il libro mostra come il Risorgimento e l’idea di libertà nazionale
italiana furono letti, interpretati e raccontati nella Norvegia del tempo.
Perché è importante: Lyset kommer fra sør
illumina un episodio significativo delle relazioni culturali tra Italia e
Norvegia: l’attenzione degli intellettuali norvegesi per il processo di
unificazione italiana e per le sue implicazioni politiche, morali e letterarie.
Il titolo, “La luce viene da sud”, suggerisce proprio il ruolo
simbolico assunto dall’Italia come luogo di libertà, trasformazione
politica e ispirazione europea.
Gli autori: Giuliano D’Amico è studioso di
letteratura nordica e ibsenista, attivo presso l’Università di
Oslo, con interessi di ricerca legati alla letteratura scandinava e alla sua
ricezione internazionale. Elettra Carbone è Associate Professor in
Norwegian Studies presso University College London e ha lavorato ampiamente
sulle rappresentazioni dell’Italia nella letteratura nordica.
Dove consultarlo: il libro può essere consultato online
attraverso la Nasjonalbiblioteket. La scheda bibliografica è inoltre
disponibile su Bokelskere.
Giuliano D’Amico
Elettra Carbone
Lyset kommer fra sør
Risorgimento italiano
Italias frigjøringskamp
Scrittori norvegesi
Bjørnstjerne Bjørnson
Jonas Lie
Frederik Bætzmann
Atle Næss
Gyldendal
Italia e Norvegia
Viaggio contemporaneo nell’Italia dei paradossi
Italia: skygger og speil – dal Brennero a Finibus Terrae
di
Geir Stian Ulstein,
Italia: skygger og speil – fra Brennerpasset til Finibus Terrae.
Tusen land på én halvøy: Reiser 2019–2025,
Torbegge, 2026
Viaggio / reportage
Un libro di viaggio attraverso l’Italia contemporanea, dal Brennero fino a
Finibus Terrae, costruito a partire da itinerari compiuti tra il 2019 e il 2025.
Geir Stian Ulstein attraversa la penisola osservandone contrasti, memorie e
paradossi: la bellezza e il caos, la storia e il presente, la religione, la politica,
le identità locali, la vita quotidiana e le molte Italie che convivono dentro
un unico Paese.
Perché è importante: Italia: skygger og speil
offre uno sguardo norvegese sull’Italia che unisce curiosità,
conoscenza storica e senso del dettaglio. Il libro non presenta l’Italia come
una semplice destinazione turistica, ma come uno specchio dell’Europa: un
luogo in cui passato e futuro, splendore e fragilità, ironia e tragedia si
riflettono continuamente. Per questo rappresenta un contributo interessante alla
letteratura norvegese di viaggio sull’Italia e al dialogo culturale tra i due
Paesi.
Geir Stian Ulstein
Italia: skygger og speil
Viaggio in Italia
Brennerpasset
Finibus Terrae
Reportage
Italia contemporanea
Norvegia e Italia
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