Presidente del Comitato della Dante di Oslo, 1938–1941
Kristofer Andreas Lange Sinding-Larsen fu un pittore, disegnatore e grafico norvegese, nato a Kristiania (oggi Oslo), il 3 aprile 1873, e morto a Oslo il 26 dicembre 1948. Fu una figura significativa dell’arte norvegese tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, particolarmente legata all’Italia, che ebbe un ruolo decisivo nella sua formazione artistica e nel suo immaginario figurativo.
È stato presidente del Comitato della Dante di Oslo dal 1938 al 1941. Il suo mandato si colloca in una fase difficile della storia del Comitato, segnata dalle tensioni politiche degli anni Trenta e poi dal contesto della Seconda guerra mondiale.
La sua formazione fu ampia e internazionale. Dopo l’examen artium nel 1891 e una prova integrativa matematico-scientifica nel 1892, frequentò per un periodo la Krigsskolen di Kristiania. Si orientò poi decisamente verso l’arte: studiò alla Den kongelige Tegneskole sotto Oscar Wergeland, frequentò la scuola di pittura di Harriet Backer nel 1894–1895, l’Accademia di San Luca a Roma nell’inverno 1895–1896, quindi la scuola di Peder Severin Krøyer a Copenaghen e il Kunstakademiet di Siviglia nel 1900–1901.
Il soggiorno italiano del 1895–1898 fu determinante per la sua maturazione artistica. A Roma, a Civita d’Antino e in Sicilia entrò in contatto con le città antiche, con la tradizione rinascimentale e con un ambiente artistico internazionale. In particolare, l’esperienza di Civita d’Antino, dove frequentò Kristian Zahrtmann e Johan Rohde, contribuì alla formazione di uno stile fondato sulla purezza della linea, sull’attenzione alla forma e su un uso misurato del colore. L’Italia rimase per lui un punto di riferimento costante, tanto che molte sue opere successive ebbero come soggetto paesaggi, architetture e città italiane.
Come artista fu attivo soprattutto come pittore, ritrattista, disegnatore e grafico. Realizzò numerosi ritratti di personalità norvegesi e danesi del mondo letterario, artistico, musicale e scientifico. Tra i suoi soggetti figurano scrittori, artisti e studiosi come Hans E. Kinck, Herman Wildenvey, Johan Bojer, Kristian Zahrtmann, Christian Skredsvig, Harriet Backer e Gustav Vigeland. Come grafico lavorò soprattutto con la litografia e l’acquaforte, contribuendo in modo importante alla valorizzazione della grafica norvegese.
Sinding-Larsen ebbe anche un ruolo rilevante nelle istituzioni artistiche norvegesi. Fu segretario della Christiania Kunstforening nel 1905–1906, membro del Bildende Kunstneres Styre, vicepresidente della Kunstnernes Hus di Oslo dal 1930 al 1946, presidente della Foreningen Norske Grafikere dal 1930 al 1939 e della Norsk Forening for Grafisk Kunst dal 1935 al 1947. Partecipò inoltre attivamente al progetto per la realizzazione della Kunstnernes Hus, contribuendo a garantire agli artisti norvegesi un importante spazio istituzionale.
Tra le sue pubblicazioni si ricorda soprattutto Norsk grafikk i det tyvende århundre, uscito a Oslo nel 1941, considerato la prima presentazione complessiva degli artisti grafici norvegesi del Novecento. Scrisse anche articoli e saggi, tra cui testi su pittura danese, su Joakim Skovgaard e su Kristian Zahrtmann, oltre a corrispondenze dalla Francia e dall’Italia pubblicate su Aftenposten.
Ricevette alcune distinzioni. Il Norsk kunstnerleksikon registra una mention honorable all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 e l’onorificenza indicata come “K. Italienske Krone O.”, cioè Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia. Questa onorificenza conferma il riconoscimento italiano della sua attività e del suo legame culturale con l’Italia.
Nel suo profilo emerge dunque una figura di artista cosmopolita, profondamente norvegese ma intimamente legata alla cultura italiana. La sua presidenza della Dante di Oslo appare coerente con un percorso personale e professionale nel quale l’Italia non fu soltanto un luogo di formazione artistica, ma anche un orizzonte culturale stabile, capace di orientare una parte significativa della sua produzione e del suo impegno pubblico.