Docente universitario, musicologo, critico musicale, autore e presidente della Dante Alighieri di Oslo
Børre Angell Qvamme fu una figura colta e poliedrica della vita culturale norvegese del Novecento. Nato a Stavanger nel 1911 e morto a Oslo nella primavera del 2005, fu insegnante, critico musicale, autore di numerosi libri di divulgazione storica e musicale, viaggiatore e profondo conoscitore della cultura europea.
Dopo gli studi alla Stavanger Katedralskole, Qvamme si formò all’Università di Oslo, dove conseguì nel 1934 il titolo di cand.philol. con inglese come materia principale e francese e storia come materie complementari. Nel 1930–1931 aveva inoltre studiato negli Stati Uniti, al Rollins College di Orlando, in Florida, esperienza che contribuì ad ampliare il suo orizzonte internazionale.
Dal 1938 al 1973 fu lektor presso l’Oslo Handelsgymnasium, dove insegnò per trentacinque anni. La sua formazione umanistica, fondata sulle lingue, sulla storia e sulla letteratura, si accompagnò sempre a un’intensa passione per la musica. Suonava il violino fin da giovane e studiò anche con il violinista e direttore d’orchestra Øivin Fjeldstad.
Dopo la Seconda guerra mondiale lavorò per un periodo nella sezione norvegese della BBC a Londra e collaborò in seguito con la NRK, realizzando programmi musicali. Nel 1952 divenne critico musicale del quotidiano Morgenbladet, ruolo che gli permise di seguire da vicino la vita concertistica europea, i festival e i grandi interpreti del tempo.
Il legame di Qvamme con l’Italia fu soprattutto di natura culturale, musicale e storica. Nel 1955 pubblicò il volume Italia – solskinnets land, cioè Italia, il paese del sole, opera che testimonia il suo interesse per la civiltà italiana, il suo paesaggio, la sua storia e il suo immaginario culturale.
Particolarmente significativo fu anche il suo interesse per Giuseppe Verdi, al quale dedicò nel 1997 una biografia pubblicata da Solum Bokvennen. In questo lavoro Qvamme non guardava a Verdi soltanto come compositore, ma come grande figura nazionale italiana, interprete di un’epoca, di una sensibilità collettiva e di un’identità culturale profondamente legata alla storia dell’Italia.
L’Italia occupava dunque un posto importante nella sua visione umanistica: non solo come paese dell’arte e del sole, ma anche come civiltà musicale, letteraria e storica. In questo senso, il suo interesse per l’Italia si inseriva naturalmente nella tradizione della Società Dante Alighieri, impegnata nella diffusione della lingua e della cultura italiana all’estero.
Nel quadro dei suoi rapporti con la cultura italiana, Børre Qvamme ebbe anche un ruolo diretto e duraturo nella vita del Comitato di Oslo della Società Dante Alighieri. La sua presenza nell’associazione è documentata già nel 1959, quando il Morgenbladet del 10 aprile riferiva che il critico musicale del giornale e docente universitario Børre Qvamme era stato eletto nel consiglio dell’associazione italo-norvegese Amici dell’Italia – Comitato Dante Alighieri di Oslo, in occasione dell’assemblea annuale.
Questo dato testimonia una militanza particolarmente lunga nel contesto della Dante di Oslo, sviluppatasi nell’arco di più decenni. Dopo essere stato attivo nel consiglio dell’associazione sin dalla fine degli anni Cinquanta, Qvamme giunse infatti a ricoprire la carica di presidente del Comitato, succedendo a Gerd Enderud, e rimase in carica dal 1982 al 1983.
La sua presidenza si colloca dunque in continuità con il profilo culturale che caratterizzò tutta la sua vita: l’interesse per le lingue, per la musica, per la storia europea e per il dialogo tra la Norvegia e l’Italia. La presenza di Qvamme alla guida della Dante di Oslo conferma inoltre il ruolo del Comitato come luogo di incontro fra studiosi, insegnanti, intellettuali e amici norvegesi della cultura italiana.
Qvamme fu autore prolifico. Scrisse libri su Mozart, Schubert, Verdi, Halfdan Kjerulf, la storia della musica, l’opera, l’operetta, il balletto, i grandi violinisti, la vita musicale di Christiania/Kristiania e la storia dell’arte dei giardini.
Tra le sue opere più significative si possono ricordare Wolfgang Amade Mozart, Franz Schubert og hans verk, Italia – solskinnets land, Giuseppe Verdi, Halfdan Kjerulf og hans tid, Musikkhistorie for hvermann, Store violinister, Hagekunst, Opera og operette i Kristiania e Dansens historie.
Børre Qvamme fu un uomo di cultura nel senso più pieno del termine. Insegnante per molti decenni, critico musicale, autore e divulgatore, seppe collegare la musica alla storia, la letteratura alla civiltà europea, la passione per i viaggi alla conoscenza dei popoli.
Il suo interesse per l’Italia — testimoniato dal libro Italia – solskinnets land, dalla biografia su Giuseppe Verdi, dalla sua presenza documentata già nel 1959 nel consiglio di Amici dell’Italia – Comitato Dante Alighieri di Oslo e dalla successiva presidenza del Comitato della Dante di Oslo — rappresenta uno degli aspetti più significativi del suo percorso. Attraverso la sua attività culturale, Qvamme contribuì a mantenere vivo in Norvegia un dialogo colto e partecipe con la lingua e cultura italiane.